Meccanismi di difesa

I meccanismi di difesa sono strategie inconsce che “elaboriamo” per “fuggire” dal dolore psicologico e dall’ansia. È un modo per rispondere agli stimoli stressogeni di varia natura, per evitare di entrarne direttamente a contatto. Invece di affrontarli e riflettere su di essi, la nostra mente preferisce “una via di fuga“ associando altri pensieri. Così la mente riduce l’ansia e l’angoscia derivante da conflitti inconsci intollerabili per la coscienza. I meccanismi di difesa sono stati promossi e introdotti dal padre della psicoanalisi Sigmund Freud e da sua figlia Anna Freud e descritti nell’opera composta e pubblicata da quest’ultima “l’io e i meccanismi di difesa“ (1937). L’analisi dei meccanismi di difesa di una persona può aiutare nella diagnosi e nel trattamento di molte forme di disagio emotivo. Di solito avvengono all’interno di una relazione, con persone significative o no, quindi sono intersoggettivi e comunicativi, perché implicano una comunicazione all’altro. I meccanismi di difesa possono essere raggruppati in due Macri categorie: quelli inerenti la personalità normale e quelli inerenti la personalità patologica. Nel DSM-IV -TR, il manuale ufficiale di psicologia, se ne identificano sette
Ricordiamone i principali: 
Razionalizzazione: è la tendenza a dare spiegazioni apparentemente razionali a comportamenti provocati da reazioni emotive per eliminare il senso di colpa. Questo meccanismo è quello più comunemente utilizzato. 
Negazione: una realtà spiacevole è negata, come se non esistesse. 
Proiezione: consiste nell’addebitare agli altri limiti o difetti che uno, a livello inconscio, crede di avere. 
Vittimismo: la persona ritiene che tutti i suoi mali provengano dal cattivo comportamento o dall’atteggiamento scorretto del mondo intero nei suoi confronti. 
Identificazione: consiste nell’imitare comportamenti, atteggiamenti, idee di qualche altra persona, sperando così di vincere le proprie paure. 
Rimozione: si eliminano dal proprio inconscio i pensieri, le immagini e i ricordi negativi legati alle pulsioni. 
Quindi attenzione a riconoscere i propri meccanismi di difesa che comunemente mettiamo in atto!. L’analisi diventa inoltre importante all’interno del contesto psicoterapico, con lo scopo di correggere i meccanismi di difesa dei pazienti con tratti psicopatologici. Sono importanti anche in vari contesti, come quello scolastico (docente-allievo), sanitario (medico-paziente), e pedagogico…Quindi attenzione a portarne consapevolezza nella vita di tutti i giorni!.

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