Sono in forte aumento i disturbi mentali, questo è quello che emerge dal Congresso di Roma 2018 della Società italiana di Psicopatologia. Entro il 2020 il numero esploderà soprattutto per quelli di tipo depressivo e ansioso.

In particolare l’incremento si osserva tra i 10 e 24 anni e negli anziani . Secondo l’Oms nel  2020 la depressione sarà la seconda causa di invalidità per malattia, subito dopo le malattie cardiovascolari, con una stima di prevalenza pari ad un individuo su sei e con una probabilità di ricaduta compresa in un range tra il 35% e il 65 %.  

Secondo le stime dell’Oms ne soffrono 322 milioni di persone. La diffusione di questo disturbo interessa entrambi i sessi, con una prevalenza doppia nelle donne rispetto agli uomini, e con un tasso di prevalenza del 4% sotto i 18 anni. Le donne più esposte sono quelle con carico familiare e lavorativo. Solo per restare in Italia sono 4000 le persone che ogni anno si tolgono la vita, con un aumento dal 2008 ( anno dell’inizio della crisi ) di un +12% di suicidi negli uomini giovani e adulti in età lavorativa, vale a dire dai 25 ai 69 anni. 

È sempre più rilevante nell’ambito delle varie patologie il dato delle dipendenze comportamentali che si stanno affiancando ai disturbi da uso di sostanze, quali il gioco di azzardo e la “internet addiction”.  In Italia il gioco di azzardo patologico sta aumentando fino a coinvolgere 1 milione e mezzo di giocatori, con un forte discapito economico e sociale delle famiglie. Le rilevazioni indicano invece che L’incidenza di gravi malattie mentali come la schizofrenia e il disturbo bipolare è abbastanza costante, tra il 1,5% e il 3% della popolazione nel mondo. 

Tra i fattori sociali che hanno provocato un aumento dei disturbi mentali vi è la crisi economica. Quest’ultima cancella le prospettive e non permette di pianificare la vita. Anche il terrorismo internazionale, i terremoti e i cataclismi provocati dai cambiamenti climatici. Un uso eccessivo di stupefacenti mette a rischio la salute mentale degli individui. Ma anche la trascuratezza genitoriale precoce, nel caso di bambini poco seguiti o accuditi dalle famiglie,  a anche vivere in un contesto degradato o fare parte di un‘etnia o di una fascia della popolazione emarginata.
In sintesi tutte le mancanze di risorse, sia quelle economiche, valoriali, emotive o affettive incidono negativamente, permettendo che i disturbi mentali crescono.

I costi sociali della depressione in Italia sono elevati: 4 miliardi di ore lavorative perse all’anno a carico del Sistema Sanitario Nazionale. Tra il 2011 e il 2030 il costo delle malattie mentali in tutto il mondo sarà di oltre 16 trilioni di dollari in termini di mancata produzione, più di patologie oncologiche, cardiovascolari, respiratorie croniche e del diabete.

Secondo i dati forniti dall’ OCSE i disturbi mentali gravi riducono la speranza di vita in media di 20 anni rispetto alla popolazione generale, in modo analogo alle malattie croniche come le malattie cardiovascolari. 
Di certo i problemi di salute mentale rappresentano in Italia una sfida ineludibile che il sistema sanitario è chiamato ad affrontare. Pertanto, una stima affidabile del fabbisogno di salute mentale costituisce un elemento chiave per riuscire a calibrare e organizzare servizi efficaci e interventi economicamente sostenibili. Fino ad oggi il sistema di cura per la salute mentale in Italia offre ai circa 2 milioni di soggetti una risposta molto limitata. Di fatto molte persone vengono seguite unicamente dai medici di medicina generale o da altri servizi sanitari ( consultori, servizi di psicologia territoriale/ ospedaliera) o da specialisti privati. I dati perciò pongono pesanti interrogativi sull’adeguatezza dell’offerta assistenziale, sulle barriere all’accesso, sulla reale capacità dei servizi pubblici di intercettare i disturbi psichiatrici comuni.

Altro dato curioso è che cresce il numero degli uomini che chiede aiuto, anche se 3 pazienti su 4 sono donne, in pratica il 75% dei malati. Lo scenario prefigurato è quindi quello di una prossima grande “epidemia sanitaria“ e di conseguenza quello che possiamo definire il “paradosso della salute mentale“, ossia la contrazione degli investimenti a fronte di un cospicuo aumento dei problemi di salute mentale nella popolazione italiana!. 

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.