Non di rado capita di osservare come lo smartphone o il tablet siano diventati dei validi “riempitivi” di minuti nel nostro tempo libero: essi rappresentano l’antidoto immediatamente fruibile alla noia, all’attesa, e ciò vale non solo per gli adulti ma anche per i più piccoli .
Di fronte al bambino annoiato , che frigna, che richiede di essere intrattenuto dall’adulto, una risposta molto frequente è l’offerta del telefonino per distrarlo. Tale strategia , utilissima in alcune situazioni in cui il genitore non può dedicare la propria attenzione al bambino, rischia di essere impiegata con una frequenza eccessiva , a scapito di quelle basate sull’interazione faccia a faccia, indispensabili per l’acquisizione e il potenziamento dell’autoregolazione emotiva.
Pur dotato di efficacia distraente, l’apparecchio priva il bambino di elementi essenziali dell’interazione faccia a faccia che contribuiscono in modo significativo al suo sviluppo emotivo e socio-cognitivo .

In Cina e Usa negli ultimi anni è scattato un vero e proprio allarme sulla dipendenza di bambini e adolescenti da videogiochi, tablet e smartphone. Si tratta di una vera e propria dipendenza da schermo.
È’ stato calcolato che i bambini a soli 7 anni rischiano di aver già passato un anno intero della loro vita davanti  Tv e videogiochi . Un dato che dovrebbe far riflettere tutti i genitori sulle attività quotidiane svolte dai bambini. L’impatto negativo sulla salute e sul cervello dei bambini a parere degli esperti inizia già dopo due ore di visione o utilizzo di strumenti tecnologici e può portare come conseguenze problemi di salute tra cui L’obesità, colesterolo alto, ipertensione , disattenzione, problemi di apprendimento, disturbi del sonno e depressione.
Inoltre L’utilizzo eccessivo può influire sull’ andamento scolastico e ridurre le interazioni tra le persone, causando problemi relazionali. Nella comunicazione a distanza, infatti, una buona parte del linguaggio non verbale viene a mancare, con conseguenze importanti sulla qualità delle interazioni.  Un uso eccessivo influisce sui livelli di impulsività, ansia, depressione e deficit dell’attenzione. Lo smartphone diventa una sorta di “psicofarmaco“ che permette di gestire meglio le difficoltà a stare soli, le paure e le emozioni negative . 
I maschi generalmente tendono a preferire i giochi On Line e la ricerca di informazioni , mentre le femmine usano la rete soprattutto per chattare e comunicare tramite i social network. 
Quindi è importante soprattutto un lavoro di prevenzione: insegnare ai bambini e agli adolescenti ad autoregolare l’uso dello smartphone e ad un utilizzo meno massiccio del telefonino. Un esercizio da suggerire ai ragazzi potrebbe essere quello di provare a lasciarlo a casa in alcune occasioni, non pensarci per qualche ora, utilizzarlo solo se strettamente necessario per disabituare la mente alla necessità di contattare gli altri. 
Quando invece l’uso diventa una dipendenza e si manifestano segnali di astinenza, quali l’irritabilità e la paura di rimanere disconnessi, una soluzione da considerare è quella di rivolgersi ad uno specialista.
Quindi si al tablet e smartphone, a patto che vengano inseriti in un ecosistema educativo: non abolire la tecnologia, ma farne un buon uso, con intelligenza, e di evitare che possa arrecare dei danni a partire dai bambini!. 
Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.