Final Fantasy VII Remake: Rivisitazione in chiave moderna

Final fantasy VII remake

Roberto d'eugenioE’ uscito da poco uno dei giochi più amati in assoluto dagli appassionati: Final Fantasy VII Remake. Il titolo che basa la sua storia sugli ecoterroristi dell’Avalanche, che reclutano un mercenario di nome Cloud Strife, per attaccare i reattori di Midgar, utilizzando l’energia vitale del mondo.

In questo nuovo capitolo, Midgar non è un open world, ma presenta tanti scenari e capitoli consecutivi, infatti noterete spesso che non è possibile tornare indietro, se non in alcuni frangenti dove viene concessa parziale libertà di girovagare, fare acquisti o cimentarsi in qualche missione secondaria. Queste ultime, anche se in alcuni casi banali, sono ottimamente collegate fra loro, per questo meritano l’attenzione del giocatore.

La longevità prevista è su ottimi livelli, visto che sono necessarie circa 40 ore di gioco per portarlo a termine, completando tutte le missioni secondarie e impiegando del tempo pure nei mini giochi. Insomma, il gioco si presenta avvincente e molto vasto. Ma per comprendere ancor più in profondità le sue peculiarità, vediamo le sensazioni avute durante la prova.

Le impressioni del gameplay:

Giocando a Final Fantasy VII Remake si capisce subito che uno dei suoi momenti topici è rappresentato dagli scontri fra personaggi e contro i nemici. Durante il loro svolgimento ci si può muovere liberamente, schivare, parare i colpi e attaccare in tempo reale. Si può anche cambiare personaggio durante uno combattimento, direttamente dal menù.

In effetti è proprio il meccanismo che spinge a cambiare di frequente i personaggi, a usare diversi tipi di materia e sfruttare un sistema di controllo, che risulta piuttosto personalizzabile. Bisogna avere una strategia ben precisa però, infatti i primi combattimenti risultano semplici, ma più si va avanti e più la loro difficoltà aumenta.

Ogni arma che si trova lungo il cammino possiede un’abilità specifica, utilizzabile solo una volta impugnata. Ci sono molte spade bellissime, che consentono di guadagnare punti bonus e migliorare le capacità fisiche e combattive dei personaggi.

Dunque tante armi ricche di caratteristiche e possibilità di utilizzare la materia in modo devastante. Mentre per quanto riguarda le invocazioni, non sono molte ed utilizzabili soltanto quando si combattono determinati avversari. I boss da fronteggiare, sono i più pericolosi e diversi loro, spesso incentrati su dinamiche originali.

Alcuni hanno davvero una quantità elevata di punti vita, quindi sono ossi duri, ma è possibile abbreviare gli scontri attaccando i loro punti deboli. Una volta sconfitti i vari boss presenti sul percorso, terminato le missioni si conclude l’avventura. Ciò sblocca un livello di difficoltà aggiuntivo, che permette di rigiocare liberamente i capitoli e trovare ogni oggetto collezionabile, nonché fare nuovi combattimenti, prima inaccessibili.

Tiriamo le somme: pregi e difetti

Fra gli aspetti positivi di Final Fantasy VII Remake spicca sicuramente un sistema di combattimento vario e divertente. La longevità proposta farà piacere a chi non ama i prologhi brevi, perché davvero importante e ben strutturata. La grafica del gioco è pazzesca, la città di Midgar ad esempio è stata riportata in modo scrupoloso.

Stesso discorso vale per i personaggi, con le loro specificità, davvero ben realizzati. Il sistema di personalizzazione delle armi è un altro ottimo aspetto e permette di affrontare al meglio gli scontri.

Insomma, tutto molto bello da questo punto di vista, l’unico neo grafico si ha combattendo al chiuso contro i nemici volanti, in questo frangente infatti la telecamera tende a fare movimenti anomali e non rende fluida l’immagine. Inoltre, si segnala qualche leggerissima sbavatura delle texture a bassa risoluzione.

Restando nel campo dei difetti, l’intelligenza artificiale non è particolarmente brillante, visto che il controllo del combattimento è nelle mani del giocatore.

Quelle citate rappresentano comunque solo piccole sbavature, all’interno di un gioco di assoluto valore, che potrebbe rappresentare davvero l’acquisto giusto per allietare questo periodo di forzato distanziamento sociale.

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