Dragon Ball Z: Kakarot, la storia di Goku e dei guerrieri Z

Dragon Ball Z: Kakarot.

Roberto d'eugenioChi ama i giochi di combattimento e il famoso cartone animato Dragon ball Z, sarà sicuramente contento di cimentarsi con Dragon Ball Z: Kakarot.

Esso, infatti oltre ad offrire combattimenti spettacolari, segue perfettamente le avventure di Goku e compagni durante la serie, a partire dall’arrivo dei Saiyan sulla terra fino alla battaglia finale con Majin Bu.

Questo gioco rappresenta un open world, dove ci sono le principali location del cartone. Al suo interno il giocatore può svolazzare liberamente o tuffarsi nei laghi, ma il suo vero scopo è quello di raccogliere le sfere Z disseminate ovunque, le medaglie D, nascoste a decine in ogni area, i minerali e la frutta.

A livello grafico i modelli poligonali dei personaggi combattenti di questa saga, sono curati, pieni di dettagli e animati ottimamente soprattutto durante gli scontri.

La longevità del titolo è abbastanza elevata, anche se si riduce evitando di svolgere le missioni secondarie facoltative. Ma per avere un quadro più chiaro delle peculiarità di Dragon Ball Z: Kakarot, vediamo le sensazioni emerse durante la sua prova.

Il responso del gameplay:

Provando Dragon Ball Z: Kakarot ne ho apprezzato la libertà di movimento concessa e la spettacolarità degli scontri. In particolare quelli contro i boss, sono ricchi di colori ed effetti speciali, con colpi come l’onda energetica, sensazionali. Per questo a volte le telecamere faticano a seguire la velocità dell’azione e si scompongono, creando effetti visivi non ottimali.

I personaggi principali che il giocatore può sfruttare durante gli scontri sono Goku, Gohan, Vegeta e pochi altri, mentre i Guerrieri Z minori come Tenshinhan, Yamcha o Crilin sono solo di supporto.

Nei combattimenti l’utente deve tenere conto di alcuni aspetti. Ad esempio ogni movimento o tecnica speciale consuma l’aura, che si può ricaricare in qualunque momento tenendo premuto l’apposito pulsante sul joystick. I colpi base corrispondono ognuno ad un tasto, mentre per le tecniche più complesse, come ad esempio il teletrasporto o quelle speciali che mandano al tappeto l’avversario, richiedono una combo di pulsanti.

Un ruolo importante per progredire nell’avventura è quello svolto dalle sfere del drago, che si rigenerano ogni venti minuti e permettono di esaudire un desiderio. Quindi permettono di ricevere denaro, sbloccare tecniche speciali o chiedere al drago Shenron di riportare in vita un vecchio boss potenziato, per combatterci di nuovo.

Ci sono diverse storie secondarie che ogni tanto si presentano sulla mappa, mentre si esplora il mondo. Esse non aggiungono molto alla storia, ma sono simpatici siparietti riguardanti gli amici di Goku, che permettono di sbloccare bonus.

Insomma, nel complesso ho trovato il gameplay coinvolgente e capace di invogliare agli scontri, soprattutto con i boss, che sono quelli più impegnativi.

Dragon Ball Z: Kakarot

Tiriamo le somme: pregi e difetti

Fra gli aspetti positivi del gioco c’è sicuramente il fatto che i combattimenti risultano frenetici, immediati e spettacolari.

A livello grafico ci sono indiscutibili qualità, ad esempio il mondo circostante è stato ricostruito con grande cura, allo stesso modo la storia del cartone viene ripercorsa in modo molto fedele.

Molto potenti, luminose e colorate anche le onde di energia, che però talvolta fanno “impazzire” la telecamera per la loro velocità e forza.

Fra gli aspetti negativi segnalo qualche rallentamento che si verifica in alcune fasi di gioco, tipo durante i salvataggi automatici o all’inizio di alcune battaglie.

Poi c’è da dire che le missioni e le storie secondarie sono piuttosto ripetitive e non aggiungono molto alla storia. Peccato anche aver coinvolto poco nelle battaglie i personaggi minori, come ad esempio Crilin, che i fan hanno sempre piacere di rivedere all’opera.

Nel complesso però parliamo di un gioco di indubbie qualità, capace di accontentare i gusti di varie tipologie di utenti, per questo vi consigliamo di provarlo.

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