Foto Roberto d'eugenio per articoli.jpgIl titolo Mortal Kombat 11 è un picchiaduro formidabile senza esclusioni di colpi, infatti propone combattimenti cruenti, fra ossa rotte, costole spezzate, fratture e schizzi di sangue, nonché significativi effetti speciali durante gli scontri. Si tratta dunque di un gioco dove ogni attacco arreca all’avversario danni corporei pazzeschi, con i colpi sottolineati dai boati del pubblico, il che rende l’atmosfera ancor più carica di adrenalina.

I personaggi in totale sono 24 (compresi quelli sbloccabili) e sono equipaggiabili con oggetti e mosse extra. Ognuno di essi è curato in ogni minimo dettaglio e dispone di un numero di costumi selezionabili impressionante, nonché di una sua storia. In generale ogni personaggio dispone di una serie di attacchi, collegabili con le mosse special e colpi che lanciano in aria, per questo possono portare grossi vantaggi, ma anche a scoprirsi a causa della vulnerabilità delle combinazioni più pericolose.

La longevità offerta in Mortal Kombat 11 è piuttosto elevata e di certo non ci si annoia mai negli scontri. Ma per aver un quadro più completo del gioco andiamo ad analizzare le risultanze scaturite dalla sua prova.

Il responso del gameplay:

Durante la prova di Mortal Kombat 11 ho avuto modo di apprezzare le due barre di caricamento per eseguire o parare i colpi presenti sullo schermo, che oltre a dare una potenza notevole allo sconto, creano una significativa varietà di colpi disponibili da sfruttare. Una delle cose da sottolineare nel gameplay è il cosiddetto Fatal Blow, ossia un colpo spettacolare che si rende disponibile quando l’indicatore della vita scende al di sotto una specifica soglia.

Negli scontri, che si decidono quasi sempre al millimetro, è molto difficile svuotare la barra dell’energia dell’avversario, per questo risultano avvincenti. Oltre agli attacchi si hanno tre efficaci armi di difesa a disposizione: la caduta rapida con invulnerabilità, una rotolata laterale (dopo esser stati messi al tappeto per partire al contrattacco limitando gli attacchi avversari) e la possibilità di pararsi.

La prova del comparto online mi è sembrata davvero pazzesca, molto fluida durante lo sviluppo del gioco e con la possibilità di trovare velocemente gli avversari. Molto belle anche le meccaniche dei combattimenti, con sangue ovunque quando lo scontro si fa cruento, in questo modo il divertimento con gli altri utenti è garantito. Tuttavia c’è un aspetto che mi ha lasciato qualche perplessità, quello della personalizzazione dei combattenti, che avviene in una kripta dove si acquistano i costumi e gli oggetti. Questa parte è molto ampia e per ottenere i crediti necessari gli acquisti si spendono diverse ore, inoltre bisogna compiere diverse missioni per perfezionare il tutto, questo rende macchinoso l’avanzamento del gioco.

Ho trovato interessante anche la presenza della modalità Re della collina, dove ci sono delle battaglie fra intelligenze artificiali, che consentono la creazione di un team guidato dalla CPU. Qui i combattimenti non avvengono in singole partite, ma al meglio delle 5 sfide, si dovrà dunque prevalere almeno 3 volte per vincere la sfida.

Mortal Kombat 11

Conclusioni: pregi e difetti

Fra gli aspetti positivi di Mortal Kombat 11 sottolineo la presenza di un barra doppia, per gestire difesa e attacco,  ma anche l’elevato grado di personalizzazione che è possibile dare ai combattenti. Va poi sottolineata una grafica curata nei minimi dettagli, capace di acuire anche gli effetti devastanti degli scontri sui corpi dei combattenti. Il meglio viene dato per quanto riguarda la cura dei personaggi e delle arene di combattimento, ma anche nella gestione degli effetti speciali, ricchi di luci e colori.

Il comparto online possiede molte modalità che arricchiscono l’offerta, inoltre il sistema di combattimento è stato migliorato rispetto al passato in modo netto e il gioco risulta più tattico e ragionato.

Per quanto riguarda i difetti segnalo che il sistema di personalizzazioni non convince del tutto. Come accennato in precedenza la krypta risulta dispersiva e in questa parte la progressione del gioco è resa meno piacevole rispetto alle altre. Esiste dunque una longevità un po’ artificiale basata a tratti eccessivamente sul binomio sforzo-ricompensa.

Ma aldilà di questo parliamo di un titolo che gasa indubbiamente gli amanti della lotta spietata e dai risvolti nudi e crudi. Insomma, si tratta di un picchiaduro che ha ben pochi rivali e che di certo non deluderà le vostre aspettative.

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