Il disturbo ossessivo-compulsivo e’ un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni, che occupano un tempo significativo della giornata (un ora o più al giorno). Le ossessioni sono pensieri , idee, impulsi o immagini che insorgono improvvisamente nella mente e che vengono percepiti come intrusivi (che “irrompano da soli” o che siano indipendenti dal flusso di pensieri che li precede), fastidiosi e privi di senso (sono irrazionali, esagerati o comunque non giustificati o poco legati alla realtà presente).

Definizione di “ossessione”:

Pensieri, dubbi, immagini o impulsi ricorrenti e persistenti che affliggono l’individuo e che da questo vengono percepite come invasive e inappropriate (o comunque fastidiose) e che provocano una marcata sofferenza. L’individuo si rende conto che i pensieri, le immagini o gli impulsi sono frutto della propria mente. Se le ossessioni venissero ritenute reali, allora si cadrebbe nel campo della schizofrenia. L’individuo tenta (inutilmente) di ignorare o sopprimere tali pensieri, immagini o impulsi, o di neutralizzarli (altrettanto inutilmente) con altri pensieri e comportamenti (“compulsioni”, in alcuni testi chiamati anche “psichismo da difesa” e più anticamente “coazioni”).

Definizione di “compulsione”:

Comportamenti o azioni mentali ripetitivi che l’individuo si sente obbligato a eseguire, come una sorta di rituale stereotipato (che può servire a “riparare” un “danno” oppure a diminuire l’ansia causata da un pensiero), per difendersi da una certa ossessione. I comportamenti o le azioni mentali sono mirate a combattere le ossessioni; spesso questi comportamenti o queste azioni mentali sono chiaramente eccessivi e/o non sembrano, da parte di un osservatore esterno, essere realmente connessi con l’ossessione che cercano di neutralizzare. Le compulsioni possono riguardare diverse tematiche come la contaminazione, il perfezionismo, l’ordine, il controllo.

Brevi Cenni storici:

In Europa, dal XIV al XVI secolo, si riteneva che le persone che presentavano comportamenti o pensieri ossessivi fossero posseduti dal “demonio”. In base a queste credenze, il trattamento consisteva nel bandire il “male” dalla persona “posseduta”, attraverso un esorcismo. Nei primi anni del 1910, Sigmund Freud attribuì il disturbo ossessivo-compulsivo a conflitti inconsci che si manifestano come sintomi.
Sono noti diversi casi celebri di disturbo ossessivo-compulsivo, anche diagnosticati in retrospettiva, di persone con probabili disturbi ossessivo-compulsivi nella storia, ad esempio: il critico letterario Samuel Johnson (affetto anche da sindrome di Tourette), il riformatore religioso Martin Lutero, l’aviatore e imprenditore Howard Hughes, l’inventore Nikola Tesla, il militare Thomas Jackson e il matematico Kurt Gödel.

Esempidi ossessioni e compulsioni:

Esempi di ossessioni sono pensieri come”potrei infettarmi con il virus HIV se tocco la porta del bagno…”, ” non devo pensare a lei, altrimenti potrebbe ammalarsi..”,”se non controllo la stanza, qualcosa di brutto accadrà'”.Tali pensieri intrusivi sono ricorrenti (ovvero si ripresentano alla mente con frequenza) e/o persistenti ( ovvero occupano la mente in modo duraturo e continuo). Le compulsioni sono azioni mentali e comportamentali che si manifestano in risposta alle ossessioni e che ne rappresentano un tentativo di soluzione. Ad esempio disinfettare le mani con amuchina come risposta all’ossessione ” le mie mani sono piene di germi pericolosi”. Quindi il comportamento compulsivo ha solo la capacità di lenire temporaneamente l’ansia ed il disagio prodotti dall’ossessione, ma paradossalmente e’ un fattore di mantenimento del disturbo. Chi soffre di questo disturbo di solito nasconde le proprie preoccupazioni percepisce i suoi comportamenti e pensieri come assurdi e inquietanti e se ne vergogna: ” non capisco perché mi comporto in questo modo!”, ” forse sto diventando matto!”, “nessuno deve sapere di questi miei pensieri!”.

Possiamo riconoscere varie categorie di disturbi ossessivi-compulsivi:

Da contaminazione: si ha paura di essere contaminati da varie sostanze, come siringhe, feci, urina, insetti, prodotti chimici…
Da controllo: si sente la necessità di numerosi controlli, quali chiusura della manopola del gas, porte, cassetti, auto….
Di ordine: l’ossessione per l’ordine può riguardare aspetti della propria persona o di oggetti…
Di accumulo: la persona e’ dominata dall’ossessione di accumulare oggetti inutili e privi di valore…
Di superstizione: può credere che pronunciare o udire certe frasi o parole, fare particolari gesti o azioni, ripetere un determinato numero di volte atti o comportamenti possa influenzare, in senso positivo o negativo, determinati eventi…
Di tipo aggressivo, religioso o sessuale..

disturbo ossessivo-compulsivo Farmaci

Come può essere curato?…Il trattamento integrato psicologico e farmacologico da miglior garanzia di risultati:
La Psicoterapia, per definizione, e’ “un processo interpersonale, consapevole e pianificato, volto a modificare situazioni di sofferenza con mezzi prettamente psicologici, per lo più verbali, ma anche non verbali, in vista di un fine elaborato in comune, che può essere la risoluzione dei sintomi, dei problemi relazionali o di personalità’”. Il termine PSICOTERAPIA significa “cura dell’anima” e fa riferimento alle “terapie della psiche” che si servono di strumenti psicologici, quali il colloquio, la relazione, le prescrizioni terapeutiche, con l’intento di creare un cambiamento, nei processi psicologici o nei comportamenti, verso il benessere. Per far ciò si interviene sulle percezioni, sui vissuti, sui sintomi, sulla comunicazione, sulle relazioni, sulle reazioni, sugli stati emotivi.
L’approccio attuale considera i disturbi psicologici secondo un concetto di multidimensionalita’ e cioè le colloca all’ interno di “un modello bio psicosociale” che vede come base, causa e occasione della sofferenza psichica la profonda interazione tra fattori genetici, organici, psicologici, sociali e culturali: anche la cura di queste malattie deve saper cogliere la multidimensionalità. Da qui l’utilità’ di associare in alcune patologie farmacoterapia e psicoterapia, partendo dall’ evidenza clinica che il trattamento combinato risulta più efficace di ciascuna delle due modalità’ terapeutiche usate singolarmente. Gli psicofarmaci sono farmaci sintomatici. Ciò significa che agiscono riducendo l’ intensità dei sintomi di disturbo ossessivo-compulsivo senza eliminarne le cause. Solo la consulenza psicologica può aiutare a risolvere i problemi psicologici che non si è in grado di risolvere autonomamente. E’ quindi importante e necessario che un percorso di psicoterapia permetta di modificare il modo di vivere le relazioni intra e inter-personali e di sopportare le situazioni stressanti. La personalità del paziente, le sue aspettative, le sue paure, possono inoltre influire in modo determinante anche su una semplice cura farmacologica. Gli psicofarmaci sono utili nel momento in cui facilitano il lavoro psicoterapeutico e non quando vengono usati “difensivamente” per non affrontare le proprie difficoltà’ e la propria sofferenza.

Chi colpisce?, In quale percentuale?, a quale età?….

Il disturbo ossessivo-compulsivo colpisce, indistintamente per età e sesso, dal 2 per cento al 3 per cento della popolazione. Può esordire nell’infanzia, adolescenza o nella prima età adulta. L’età tipica in cui compare più frequentemente e’ tra i 6 e i 15 anni nei maschi e tra i 20 e i 29 nelle donne. E’ un disturbo che si cronicizza , anche se con fasi altalenanti di miglioramento e di peggioramento, fino a compromettere il funzionamento in diverse aree di vita.

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