Barbara BoffiLa Sudditanza da Social!…Insomma un po’ l’Alcatraz delle menti, un mezzo per arrugginire, incancrenire i cervelli pensanti. Dove noi non siamo ciò che siamo ma ciò che vorremmo essere.

Ma come direte voi?… Non è bellissimo condividere con “n” indefinito seguito da molti zeri, il tutto del tutto, dal primo risveglio, al quante volte vado in bagno, seguito dalla pasta e cappuccio con cuoricino al bar, per non parlare dei pranzi, dei film al cinema, del locale XX-XY, viaggi qui viaggi li, matrimoni, ricorrenze, incontri, come se non ci fosse un domani etc etc!.

Spesso corredati da foto farlocche dove se uno ci vede dal vivo non ci riconosce, a caccia di Like perché se non ne prendo più di un tot non sono nessuno!. Mercifichiamo e speculiamo sul nostro privato, sul rispetto alla nostra persona e dignità, quando certi momenti dovrebbero essere nostri, dei nostri cari e stop.

Poi non contenti, ci sbattiamo pure i nostri figli, e quello è il guaio, ignare personcine che non vorrebbero essere di certo date in pasto alla collettività, con le loro fragilità e insicurezze tipiche della crescita, almeno che non siano già ben addestrati a fare gli animali da circo.

Perché ragazzi, diciamoci la verità, è tutta solo una grande vetrina, dove perdiamo di vista noi stessi, la sala degli specchi del Luna Park. Dove spesso ci immoliamo gratuitamente a cani sciolti e rabbiosi che sfogano la propria frustrazione e cattiveria, cinismo e rabbia, vigliaccamente nascosti nell’ombra, dietro alla tastiera.

Questi Social hanno dato voce e spazio all’ignoranza, ai più mediocri istinti antisociali, dove cani e porci si permettono di accanirsi contro chiunque perché è questo che dilaga, l’ignoranza!. Non sono luoghi di crescita personale, di sana e costruttiva socialità.

Se quel giorno il caro Zuckerberg si fosse fatto una bella e soprattutto reale sex session invece che fare il virtuale nerd voyerista, non ci troveremmo in questo schifo, dove gli istinti vengono sguinzagliati senza limiti e confini, dove vige l’anarchia dei contenuti, dove l’apparenza vince sulla sostanza.

Eh no, non sono contro l’innovazione, anzi, dove c’è sano progresso mi troverete in prima fila!. Il problema della Sudditanza da Social, è che l’uomo spesso ha una forte propensione nel destrutturare ciò che invece darebbe grossi benefici, come quello innegabile dell’accellerare i tempi e i modi della conoscenza, Blog costruttivi, divulgazioni di eventi, cultura, risorse umane e sociali ma qui cosa c’è di sano?.

Il virtual è curiosità morbosa, persino su eventi luttuosi, catastrofici, drammi personali, tutto al vaglio del grande fratello e tutto corredato spesso da critiche pesanti e distruttive. La morte che corre in rete, l’ebrezza di filmarsi poco prima di uno schianto, la perdita totale di coscienza e buon senso anche a danno altrui.

Giochi idioti e pericolose prove goliardiche proposte a giovani menti, che certo nel gruppo cercano conferme e affermazione, e quindi va bene se rischiano la vita sdraiandosi sulle rotaie o partecipando alla Balena blu o alla Roulette.
Bullismo senza freni, con un’eco inimmaginabile e una propagazione tale da portare anime fragili al suicidio, persone che hanno il campo libero per fingere, mentire e manipolare indisturbati, pose innaturali, visi contraffatti, invece che inneggiare alla bellezza soggettiva, tutto è stereotipato.

Icone negative da emulare, ostentazione di ricchezze irraggiungibili che alimentano malcontento e frustrazione quando invece ognuno dovrebbe impiegare questo prezioso tempo per rimboccarsi le maniche e provare quantomeno a raggiungere i propri obbiettivi e non a rimuginare o invidiare i successi degli altri.

Sudditanza da Social

E ci si ritrova ad essere solo automi non più in grado di vivere veramente se stessi e le relazioni, peccato, frase scontata, come una volta, ma nemmeno troppo tempo fa…Una telefonata, una lettera, un incontro al bar, al parco, un mi piaci per ciò che sei, una pacca sulla spalla, la semplicità, il genuino.

Una mente brillante attiva e interventista che non si limita a filmare una rissa, un pestaggio una bullizzazione ma agisce, scatta con coraggio, si lancia a soccorrere. Una cena tra amici non incentrata su selfie con bocche di gallina e piatti di portata, ma sul gusto di stare insieme per ridere, parlare, condividere.

Stiamo diventando inermi, egoisti ma soprattutto manipolabili, il progetto è questo, menti plasmabili incapaci di reagire, ragionare e opporsi, schiavitù morale e sociale, Sudditanza da Social…
La misura è sempre nel mezzo, la verità pure fate quello che volete, lungi da me, ma un consiglio a cuore aperto, fatelo a giuste dosi, senza perdere mai di vista voi stessi, chi siete veramente soprattutto tenetevi care, con un po’ di gelosia, le vostre cose, i vostri momenti, i vostri ricordi ma soprattutto i vostri figli, non esponeteli a rischi inutili, le immagini sono facilmente scaricabili e utilizzabili anche per torbidi scopi, e rimangono in rete per sempre, nemmeno la polizia postale può intervenire in maniera definitiva.

In agguato c’è gente pronta a demolirvi, non permetteteglielo, il più delle volte i post degli altri non interessano…interessa la visibilità, e ricevere consensi q.b in una gara senza fine.

Smettiamola di cercare questo negli altri e troviamo la sicurezza in noi stessi, allora “fermeremo” il corto circuito e la Sudditanza da Social. Voi cosa ne pensate?. Un caro saluto.

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2 Comments

  1. Domani nuovo articolo di babyblu…

  2. Ciao, ho letto il tuo articolo e devo dire che condivido quasi totalmente. Ritengo che come in tutte le cose non bisogna esagerare, e questo social a me è servito a ricontattare vecchie amici

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